Alugraf, alternativa alle guaine bituminose - cantiere Tecnogear

L’edificio industriale dove ha sede la Tecnogear a Corte Tegge di Cavriago in Provincia di Reggio Emilia, non è un fabbricato storico anche se ha una lunga storia per quanto riguarda la tenuta della copertura alle intemperie. Trovare la struttura di supporto di forma piana del tetto è stato come eseguire uno scavo archeologico su ben sette strati sovrapposti di guaine bituminose utilizzate nel passato per tentare di risolvere i problemi di impermeabilità della copertura.

Questo a dimostrazione di come certi materiali e determtecnogear-01inati sistemi, per quanto di buona qualità, sono troppo influenzati nella loro efficienza da una posa in opera frettolosa e da errori compiuti anche inavvertitamente, ma non riconoscibili al momento della consegna. Al contrario, Alugraf è un sistema completo di copertura progettato per ridurre al minimo gli errori nella messa in opera, per facilitare il montaggio anche da parte di personale non particolarmente esperto e per intervenire in maniera rapida quando la posa non è stata eseguita a regola d’arte.
I componenti Alugraf sono tanto precisi nelle dimensioni e nella forma degli incastri a scatto che si possono montare solo in un determinato modo, sempre ben indicato dal produttore Alubel, oppure non si possono installare e anche quando vengono compiuti degli errori, per esempio lasciando aperte delle giunzioni o non sovrapponendo a fondo il cappellotto di chiusura, questi sono molto visibili anche a un occhio non esperto e facilmente rimediabili senza dover intervenire pesantemente sulla copertura.

Le lastre Alugraf con passo di 400 mm in alluminio da 7/10 e nel colore bianco grigio, sono state profilate in cantiere insieme ai cappellotti partendo dai coils di materiale preverniciato in modo da ottenere elementi continui che non richiedono giunzioni di testa su una luce di 19 m.

macchina-alugraf-in-cantiereLa profilatura è stata eseguita a piè d’opera con un’apposita attrezzatura montata su un automezzo pesante fornita da Alubel e gli elementi sono stati sollevati fino in copertura a pacchi legati senza particolari difficoltà o attrezzature speciali considerato il peso e l’ingombro complessivo non rilevanti. Alugraf ha una forma simmetrica e quindi non ha importanza come vengono sollevati i diversi componenti fino alla quota di impiego, condizione che facilita il lavoro anche in cantieri con spazi limitati e impedisce di commettere errori con relative perdite di tempo per girare nel verso giusto gli elementi. La copertura di circa 1000 metri quadrati è stata eseguita dall’impresa di posa C.Erre di Rocco Casolaro di Campegine ed è stata condotta realizzando una leggera centinatura in opera degli elementi, condizione facilitata dalla flessibilità del sistema Alugraf che in una certa misura può essere piegato in opera senza deformazioni e senza causare difetti nella tenuta delle giunzioni.

L’intervento inizia con la progettazione del sistema di sottostruttura destinato a sostenere il manto di tenuta e a creare la centinatura con curva ad ampio raggio per dirigere le acque meteoriche verso i punti di scarico situati lungo i lati maggiori della copertura. Come appoggi vengono impiegati piedini in acciaio con stelo filettato per la regolazione in altezza e con base quadrata per il fissaggio alla struttura portante del tetto. La parte superiore dei piedini è un riquadro sul quale vengono bloccati i profili a omega H80 per il sostegno diretto delle staffe di bloccaggio delle lastre Alugraf. Al di sopra degli omega viene sistemato una striscia di materiale isolante per evitare il contatto tra metalli diversi da un punto di vista elettrochimico così da non creare punti di corrosione. Il montaggio dei piedini sulla struttura del tetto avviene tagliando tutti gli strati di guaina presenti e asportando una piccola parte del pannello in fibra di vetro impiegato nella coibentazione, fino a raggiungere il piano di posa contro il quale la base dei piedini viene bloccata mediante quattro ancoranti con filetto esterno idonei anche per interventi in zona tesa e su calcestruzzo fessurato, che non creano tensioni nel materiale di supporto. Nel punto di connessione di ciascun piedino la continuità della guaina viene ripristinata fino alla quota preesistente mediante larghi riquadri di membrana bituminosa collegati a caldo fino a chiudere ogni discontinuità. Il lavoro prosegue con il ripristino di tutte le guaine nei punti di scarico e al di sotto dei futuri canali perimetrali di smaltimento della pioggia, con ripristino delle pendenze per facilitare il deflusso.

struttura-di-creazione-pendenza

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Tutti i piedini sono regolati in altezza tramite lo stelo filettato per creare un sistema di supporto con assetto ad ampia curvatura con direttrice ortogonale alle linee di scarico dell’acqua, dove troveranno posto i canali di gronda. I piattelli superiori dei piedini sono studiati per il fissaggio delle ali dei profilati ad omega che vengono connessi definitivamente con viti autoforanti in direzione parallela ai lati lunghi dell’edificio. I pacchi di lastre Alugraf sono sistemati sui profilati e gli elementi vengono distribuiti sulla copertura in modo da spostarli comodamente al momento della posa definitiva. Il peso ridotto di ciascuna lastra, anche se la lunghezza raggiunge 19 m, permette la movimentazione da parte di solo due persone. La forma simmetrica a canale di Alugraf consente di iniziare la posa da qualunque lato della copertura o dal centro, solo tenendo conto della distribuzione laterale di eventuali elementi di misura inferiore per rendere più uniforme il tetto nella scansione dei cappellotti. Il fissaggio mediante viti autoforanti delle staffe antiusura in poliammide, che bloccano le lastre contigue nelle giunzioni a scatto, avviene a partire da una linea guida la cui precisione condiziona tutta l’opera finita. Lungo la prima fila in gronda, il fissaggio delle staffe coinvolge anche l’ala del canale che rimane bloccato contro il profilo a omega in modo che i terminali delle lastre Alugraf risultino a sormonto a senso d’acqua una volta montate.
lastre-fissate-senza-cappellottoLa prima lastra Alugraf viene fissata a scatto contro il filare di staffe rimanendo curva per peso proprio senza dover intervenire per eseguire deformazioni. Da questa lastra guida si parte con la fase di collegamento di tutti gli altri filari di staffe e di connessione a scatto delle altre lastre fino a completare la copertura dalla parte opposta. In questo modo si ottiene un piano curvo a due spioventi contrapposti, dotato di ampi canali di smaltimento e a sormonto sopra le linee di scarico dell’acqua. In questa fase la copertura è già perfettamente pedonabile senza che avvengano deformazioni anche al di fuori degli omega di supporto. Il completamento viene eseguito con la posa dei cappellotti, anch’essi continui come le lastre, che rimangono bloccati a scatto dalla particolare forma della base della staffa e serrano la giunzione creando così un sistema di drenaggio a doppio canale in grado di smaltire acqua anche in caso di forti precipitazioni oppure di eventi particolari che provocano l’immersione della copertura da parte dell’acqua meteorica. Il cappellotto segue senza problemi di deformazioni non controllate la curvatura del tetto e per facilitare la posa viene utilizzato anche un carrellino a monopattino dotato di ruote in materiale plastico che non rovinano la verniciatura e spingono questo elemento di chiusura delle giunzioni nella sua sede in maniera uniforme, senza esercitare sforzi che potrebbero alterare la sagoma del componente. I canali di gronda sono stati realizzati in acciaio inox AISI 304 2B, mentre per tutte le lattonerie di completamento sistemate a senso d’acqua e con opportune sigillature viene impiegata una lastra di alluminio da 10/10. L’efficienza di tutto il sistema è stata verificata in corso d’opera durante e dopo alcune ore di pioggia battente che ha permesso di verificare subito l’assenza di infiltrazioni e il completo funzionamento dei giunti drenanti. Oltre che pedonabile in ogni momento, il sistema di copertura è immune da deformazioni causate dalle variazioni di temperatura sul tetto in quanto la giunzione delle lastre sulle staffe rimane perfettamente scorrevole pur assicurando una forte resistenza alle sollecitazioni a strappo provocate da sottopressioni.
 

SCHEDA INTERVENTO:

Committente: Tecnogear a Corte Tegge di Cavriago (RE)
Ditta Installatrice: C.Erre di Rocco Casolaro di Campegine
Ditta fornitrice materiale: Alubel SpA di Bagnolo in Piano (RE)
Materiale utilizzato: lastre piane Alugraf in alluminio preverniciato bianco/grigio spessore 7/10 mm.
Superficie coperta: 1.000 mq circa

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Alubel SpA